L'Age d'Or

by Preti Pedofili

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about

"L'Age d'0r", il primo full lenght dei Preti Pedofili, per Toten Schwan, Sinusite Records, Spettro Records, Mai una gioia. Dieci tracce che si ispirano liberamente al concept del film di Bunuel e Dalì, scovando storie di degrado urbano e di magra solitudine nella società del Male, l'Occidente. Un'ispezione storica e sociale dentro i meandri più cupi dell'animo umano, con il tentativo non di giustificare, nè di comprendere, bensì di identificarsi con l'humus che costringe da sempre a organizzarsi in odiose gerarchie volte al sopruso e alla sopraffazione del più debole. La leggenda di un'età dell'oro, agli albori della civiltà, diventa quindi l'eterna chimera e l'eterna dannazione dell'uomo, il quale proietta in un passato remoto ciò che non ha il coraggio nè la volontà di realizzare oggi. L'ennesimo mitologico solco tracciato nella Storia, per simboleggiare una presunta superiorità. E per giustificare nuove ingiustizie e nuove atrocità.

credits

released September 30, 2013

Registrato e Mixato ai Preti Pedofili Studios nell'estate 2013.

Prodotto da Davide Rossi e Preti Pedofili il 30 settembre 2013.

Artwork a cura di Trivo.

Fotografie di Giuliana Massaro.

Il brano "C'est femme l'autre nom de dieu" è originariamente registrato da Nastenka aspetta un altro.

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about

Preti Pedofili Vatican City

Il progetto "Preti Pedofili" nasce a settembre del 2011. Il tentativo è quello di mettere insieme sonorità di impianto tipicamente post rock/noise con l'abilità narrativa di testi in italiano. Con l'intento di realizzare un espressionismo sonoro che ricalchi i tracciati drammatici di una lirica esistenzialista. ... more

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Track Name: Iride
Antonio non resiste
vuole escludersi da sè
ma ancora non capisce
che il suo corpo è immorale.
Non è normale.
Antonio, disumana follia,
carne, ciglia, prostituzione, gioia e poesia,
in quelle strade in cui il sesso
lo paghi bene e lo fai male.
C'è un'erudizione della conoscenza che è esattamente ciò che chiamiamo erudizione, e c'è un'erudizione dell'intelletto che è ciò che si chiama cultura. Ma c'è anche un'erudizione della sensibilità.
L'erudizione della sensibilità non ha niente a che vedere con l'esperienza della vita. L'esperienza della vita non insegna niente, così come niente insegna la Storia. La vera esperienza consiste nel diminuire il contatto con la realtà e nell'aumentare l'analisi di quel contatto. In tal modo la sensibilità si allarga e si approfondisce, perchè in noi c'è tutto, basta cercarlo e saperlo cercare.
Cosa significa viaggiare e a cosa serve viaggiare? Qualsiasi tramonto è il tramonto; non è necessario andare a vederlo a Costantinopoli. E il senso di libertà che nasce dai viaggi? Posso averlo andando da Lisbona a Benfica e forse con un'intensità maggiore di chi va da Lisbona in Cina, perchè se la libertà non è in me non la troverò da nessuna parte.
(Fernando Pessoa - Il libro dell'Inquietudine - 76/389)
Track Name: Mavis
Nella polvere grigia, nella rabbia nera,
nella strada piena, nella follia fusa,
nella folla stretta nel corpo bianco,
nella televisione accesa nella casa vuota,
nella fottuta domenica pomeriggio
che mi assicura sempre al mio dolore,
spengo l’ultima residua voglia di rivedermi
cianotico, grasso, deforme,
nelle vetrate di uno specchio che non sia il mio.
Mi bastano appena
una porta di legno e un tavolo bianco
su cui infrango pugni e tentazioni
di essere io quel mostro,
di chiudere io quel cerchio
troppo storto, troppo grande
perché possa amarlo appieno,
e dimenticarlo del tutto.
Ogni preghiera è una bestemmia
come c’è il male in un sorriso
come il cancro che divora un volto infante
come la bottiglia a cui mi arrendo
per non dover più respirare.
Lascia aperta la porta, tu che esci
lascia entrare quel suono,
subdolo accattivante in pose plastiche
da mercante,
viscido ripugnante infimo e sporco
delirante,
lo senti quel suono
lo sento quel suono
è l’uomo che annienta l’uomo.
Track Name: Self Made Man
Come il pianto, lento, striscia
su un volto stanco, spento,
lascia sul pavimento
il vecchio che vive dentro,
stringe nel movimento
piegato nello sgomento
il subdolo piacere di piacersi. Le braccia raccolgono i suoi sensi nude
non contengono poi quel corpo
che molle s'abbandona poi nel colpo
letale dell'età.
E danzeremo come zingari al mattino
sguazzando ebbri in pozzanghere insanguate,
dicendo che si mangia solo per la fame
che è giusto anche rubare quando non si ha il pane.
Lo cantava pure il mito di De Andrè,
anche lui rubava i testi da Brassen.
Anche lui rubava e sì che lo sapeva,
anche lui rubava, il pane ce l'aveva.

Cammino ogni giorno sul lungomare del disastro,
l’acqua invita a destra,
la gente ripudia a sinistra,
in mezzo il solco di solitudine che ho tracciato.
L’estate lo rinfaccia sempre
nelle fughe spastiche di ognuno.
Quando l’auto mi passa accanto
mostra il bambino e il suo insulto:
“Scemo!”,
quando il cristo fallito al molo
divide Peroni e pesci ai suoi discepoli,
quando non mi perdo, neppure
nel volo del gabbiano.
Cammino ogni giorno.
Sempre in mezzo.
Al caldo.
Track Name: Cancro
Logoro d'odio, infausto dentro
ottengo presagi d'alienazione
e tormento le mie voglie in privazioni
furiose, cibandomi di animali.
Sono un animale.
Vivo nelle ispide foglie
e scruto troppe inutili prede
il cui male è solo quello di lasciarsi
troppo facilmente addentare.
Il morso è molle, lo sguardo nevrotico,
la mia bocca incancrenita dal sangue alieno
subirà rapide metamorfosi fino ad occludersi.
E al fine strazierò i miei nervi
di bestia ferita, ruggente, fiera,
tradita dagli istinti
veemente nei lamenti
contorcendo l'ira ferina in spastici drappeggi.
Spira, ora, mia anima liberta
il tuo pianto non poserà alcun fiore
sul monumento all'odio sociale
su cui in livide effigi griderà lo scritto:
'Ivi giace il Male'.
Track Name: Dies Irae
Dies irae
Dies illa
Solvet saeclum en favilla
Teste davidcum sybilla

Quantus tremor est futurus
Quando judex est venturus
Cunta stricte discus surus
Track Name: C'est femme l'autre nom de dieu
(Testo di Alfonso Errico)

Forse
forse
or sei
senza lei.
perchè l'hai voluto
certo
sconcerto per quel che t'hanno fatto
lambito come una ciotola
sempre solo
così
sei
poi
puoi
vuoi
voi
ma
non ci riesci
ad essere due
non ci riescon ad essere tue
ti lusinga l'amore
ti fomenta il sesso
ti eccita la sfida
ma temi di nuovo l'abbandono
e fuggi via per non riprovare quel trauma ancora vivo
e così
solo di nuovo
disperato per questa tua impotenza sociale torni a cercare miserie altrove
le troverai facilmente
le perderai in egual misura.
Track Name: Vio-lento
Sordi, immuni, raccapriccianti,
lenti, muti, sorridenti
avanti, ridere, piangere,
non importa, giusto, guasto,
sbagliato, chi lo sa,
gusti, rispetto, opinioni,
condividere, esagerare,
ormoni, impazziti, uomini,
brillanti, tette, culi,
strafottenza, timidezza,
profondità, anima, religione,
potere, calcio, vanità.


Se ancora mi parli di libertà
io mi rifugio ancora nella violenza.


Giochi, sguardi, coppie,
fottere, tremare, emozioni,
tacere, rivestirsi, telefonare,
messaggi, gratis, pagare,
sesso, con te, con me stesso,
fandonie, romanticherie, orgasmi,
rimpianti, nostalgie, attese,
vigilie, domani, il lavoro,
realizzarsi, prima io,
non seguirmi, la tua strada,
la mia, non ci siamo, distrazione,
l'amore, prima di tutto, se conviene.


Prenderò a calci il tuo bel culo tondo
ti farò vedere io come gira il mondo.
Track Name: Begotten
Il fango sulle mie braccia
gongola orgoglio sul mio corpo,
compiace il rigurgito in me
ma resta fuori.
Quanto è falsa la spirale decadente,
la coda dell'occhio ambisce l'anfratto
dell'altro
neanche il margine è abbastanza lontano.
L'ego depravato mi consola,
le mani ben salde nel flaccido terriccio
ritrovano paura nell'affondo
inesempio antiestetico inopportuno
morto il ricordo di vana lieta
presumo il crollo stolto nel vuoto torto.

Al culmine della discesa assaporo l'appetito
del penetrante possesso,
lei non conta,
è solo l'ultima residua voglia
di salvarmi.

Lo stupro non è tutto.
Guarda pure quello che ci resta attorno.
Track Name: Primo Sangue
Chiudere in macchina il tuo corpo freddo,
mentre la sigaretta ha già il sapore d'inferno.
Il male per ricordare,
la salute per obliare,
il tuo sangue scivola fuori,
il mio seme ti sputo dentro.
I giorni che dividono dalla fine
sono granelli assopiti nel vigore del vento

Aguirre era un ribelle tremendamente ambizioso. Guidò l'ammutinamento ai danni di Ursuà e si fece nominare nuovo comandante della spedizione. Cercavano l'El Dorado. «Convertire questi selvaggi è davvero un compito arduo», diceva il frate dell'equipaggio di fronte ai due indios che si erano avvicinati alla loro zattera. Gli porse la Bibbia, presentandola come la parola di Dio. I due indios avvicinarono il loro orecchio al libro. Non riuscirono ad ascoltare niente. Furono decapitati seduta stante. Gli avventurieri continuavano il viaggio lungo il Rio delle Amazzoni, ma i viveri diminuivano e l'ostilità degli altri indios presto si sarebbe organizzata in agguati veri e propri. Aguirre non aveva intenzione di tornare indietro, nonostante il malumore e le insistenze dei suoi sottomessi. Le frecce degli indios, sempre invisibili, non lasciarono scampo. Aguirre, rimasto solo con la figlia Flores, impazzì del tutto. «Sono il furore di Dio, la terra che io calpesto mi vede e trema», diceva. « Quando regnerò su questa terra sposerò mia figlia. Avremo una razza pura». Flores fu l'ultima a morire, colpita da una lancia che le trapassò il ventre. Aguirre era solo.
Track Name: Hate
Non l'ho vista più
la tua certezza.
Scopri vuoti di esistenza
L'odio accorre in emergenza
Non ti vedi in questo stato
Sai tuo figlio è laureato
Solitudine ti assale
Sputa il rospo e segui il male
L'innocenza disinforma
Puoi aderire a questa norma.